Il buon design non conosce confini. Eccoci quì, nel giorno in cui quasi di dovere brindare con un buon “vino novello”, a scrivere di designer che hanno reinterpretato (dandogli anche una funzione in alcuni casi) l’etichetta di una bottiglia di vino.
“Ogni libro è letto ma ogni letto non è anche un libro” (Bruno Munari)
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Circa vent’anni fa James Wilson e George Kelling, due criminologi americani, lanciano una tesi che è passata alla storia come teoria delle “broken windows”: scrissero che, se in un condominio si rompe una finestra e nessuno l’accomoda, presto ci saranno altri vetri rotti, e ancor più presto tutto il quartiere diventerà un luogo a rischio e poco sicuro.
Qualche mese fa conversando con una collega su modesti lavori (per la quantità e non qualità) di architettura ha esordito riassumendo il tutto con “pochezza progettuale”. Non credo assolutamente che un lavoro modesto (a livello di budget o cubatura) ma dignitoso per qualità progettuale possa rientrare in questa definizione: assolutamente no! (more…)