Storie da un edificio mondo
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Una donna che cucina, un uomo che aspetta, un parrucchiere in uno sgabuzzino, una figura scura su un tetto, un affollato evento mondano, uno che torna a casa. E parallelamente un edificio che si svela, prende forma, si racconta.Non succede quasi niente in 42, piccoli ritratti di una quotidinità obliqua in cui la realtà e l’immaginario collettivo si mescolano fino a diventare inscindibili. 42 è il diario di un palazzo famoso alla cronaca ma sconosciuto nella sua intimità, nei suoi ritmi di ogni giorno, nel suo essere insieme casa e città, normalità ed eccezione, catalizzatore di sogni e contemporaneamente generatore di incubi.Sono storie di suoni sovrapposti e incrociati, di musica e di grida, di odori e lingue di paesi lontani, di strati di Milano molto diversi tra loro, che si incontrano ogni mattina ed ogni sera nello stesso cortile.42storie da un edificio mondovideo e animazione stop-motion, Italia/Francia, 200918’Un film di Francesca Cogni e Donatello De MattiaSoggetto: Francesca Cogni, Donatello De Mattia, Fabio FalzoneSceneggiatura: Fabio Falzone, Francesca CogniImmagini reali: Donatello De MattiaDisegni e animazione: Francesca CogniMontaggio: Francesca CogniSuono: Francesca Cogni e Donatello De MattiaMusiche: ventiili, 2009una produzione GingerProduzioni / TooA e Film Flamme Sacre
March 30th, 2010 at
Na3,
veramente interessante.
Un lavoro che non conoscevo.
Saluti,
Salvatore D’Agostino
April 5th, 2010 at
Niente male, sia dal punto di vista tecnico che da quello compositivo-espressivo. Mi ricorda in qualche modo un certo modo di descrivere le identità ed i piccoli mondi che ne derivano dei singoli abitanti del condominio protagonista nell’Eleganza del Riccio di Muriel Barbery! Se ti piace il genere (per capirci, anche se meno drammatico, simile a “‘L’inquilino del terzo piano” di Polanski) consiglio di leggerlo!
Un abbraccio, a presto
April 6th, 2010 at
E’ sicuramente una ricerca compositiva “sui generis”.
Di impatto, contemporanea.
April 10th, 2010 at
incredibile..ho la sensazione di aver vissuto quell’universo di “fissità” e di movimenti lenti, domestici, istintivi; ho sentito profumi di cucina, l’odore acre della spazzatura…il pianto iniziale del bambino ritorna alla fine ! mi sorprende ancora come luoghi e persone si possano amalgamare tanto, quasi confondersi; il viso dei personaggi sono prospetti … si muovono le pupille, così come i panni stesi.
grazie,
federica
April 11th, 2010 at
Diciamo che il suono è molto importante nella lettura di questo corto. Pensa di guardarlo con il “mute”. Cambierebbe tutto!
Sono “suoni” e “rumori” del quotidiano che rendono tutto più vero e vicino a tal punto da farci immaginare l’essenza di odori e profumi.