…In vino lego… ovvero “cambiare etichetta”
Il buon design non conosce confini. Eccoci quì, nel giorno in cui quasi di dovere brindare con un buon “vino novello”, a scrivere di designer che hanno reinterpretato (dandogli anche una funzione in alcuni casi) l’etichetta di una bottiglia di vino.
I designer coinvolti in questo progetto carichi di nuove idee e materiali sono:
MIKI ASTORI, WALTER BECCHELLI, FABIO BORTOLANI, MARIO CANANZI, LORENZO DAMIANI, MARCO FERRERI, GORDON GUILLAUMER, GIULIO IACCHETTI, SETSU e SHINOBU ITO, RICKARD KUST, CATARINA LORENZ e STEFFEN KAZ, TERRY PECORA, DONATA PARRUCCINI, GABRIELE PEZZINI, TIM POWER, MATTEO RAGNI, PAOLO ULIAN, JOE VELLUTO.
Il risultato è quello di un lavoro mirato soprattutto a comunicare la qualità del vino italiano: un bel connubio! Si è pensato che unire la grafica, l’eleganza, funzionalità e storia potesse essere la chiave vincente per poter trasmettere la cultura italiana nel mondo tramite un’operazione differente. A Voi il giudizio.
Cin Cin!
- Miki Astori. Una delle parti dell’etichetta diventa un salvagogge una volta strappata.
- Lorenzo Damiani. Una vera e propria busta con tanto di lettera interna, timbri e sigillo!
- Setsu e Shinobu Ito riprendono la chiusura del kimono. 3 fogli uno sull’altro la cui progressiva apertura permette di scoprire le caratteristiche del vino.
- Paolo Ulian. Ha le sembianze di un francobollo, che, per l’occasione, può diventare un promemoria per 4 persone con informazioni di base del vino e sul retro immagini di altri vini prodotti dall’azienda.
Cambiare etichetta evento curato da Cecilia FabianiDesign Escapade
Tags: designer, Disegnare il design

November 15th, 2008 at
Bhè, i primi 3 mi sembrano un pò ingenui. Il primo troverebbe scarso mercato (la gente è pigra), la seconda è decontestualizzata (una lettera in una bottiglia? Divertente, ma non centra con la qualità del vino), il terzo è off topic (un kimono per il vino italiano?).
Il quarto invece potrebbe trovare mercato ed una certa utilità, dato che i curiosi si divertono con le informazioni extra, anche se non sempre le vanno a cercare…
A presto, ciao!
November 16th, 2008 at
Non credo nel “mercato” di queste etichette. Credo invece che questi “raduni” di designer legati a un pensiero comune, sempre più spesso presenti in ogni tipo di manifestazione, siano sicuramente positivi per comunicare, a chi non è del settore, le molteplici sfaccettature del progetto. Nascono “progetti di ricerca” che molto spesso non ambiscono neanche alla produzione ma ad essere dei messaggi provocatori, partenza per ulteriori approfondimenti e riflessioni. Spesso mi capita (e mi è capitato) di essere invitato a mostre “a tema” nelle quali ho cercato di seguire la mia linea progettuale e di pensiero: in questi frangenti mi sono sentito totalmente libero da vincoli legati a tipologie e richieste consuete che un’azienda produttrice avrebbe potuto dettare: unico vincolo era la risposta progettuale ad un tema. E’ proprio in questi casi che, seppur molto distanti dalla produzione e quindi dall’economia dell’operazione, emergono situazioni di ricerca e di studio che vanno a colmare i vuoti di progetto. Opos negli anni passati è stato un gran portavoce di questo tipo di ricerca e fortunatamente di recente anche su Roma (oltre che su Milano) cominciano ad emergere situazioni analoghe: e’ importante che si creino e ci siano degli spazi dove dare espressione alla creatività e confronto interpretando un tema.
November 17th, 2008 at
Ti ringrazio molto Nicola!
Un abbraccio e buon lavoro.
Paolo Ulian
November 18th, 2008 at
Vedo davvero complicata l’apertura della lettera a tavola, poi un’etichetta non dovrebbe essere letta prima che la bottiglia
sia consumata? O bisogna acquistare a busta chiusa?
November 19th, 2008 at
Ciao Nicola,
grazie per la bella segnalazione! sei stato molto
gentile.
Lorenzo
November 19th, 2008 at
Non mi convince molto il primo progetto, quello di Miki Astori. Un’etichetta di un vino non andrebbe mai strappata: il vino è qualcosa di prezioso e il contenitore deve trasmettere questa ricchezza. Strappare un’etichetta che contiene informazioni su casa vinicola e vino non è corretto. Che ne pensate se ad una Ferrari togliamo il cavallino? Progetti comunque interessanti, grazie per avermeli fatti conoscere.
November 23rd, 2008 at
Belle idee, mi piacerebbe vederle in tavola…