Non è sempre la solita “solfa”…
…per fortuna! Parlare, parlare, parlare: ma dov’è il fare?
Osservo sempre più tra i giovani architetti trentenni un gran parlare di Architettura e, a volte, una mancata applicazione nel cercare di crearla, realizzarla, concretizzarla e rischiarla (le parole sovente rimangono aride). E’ vero, tempi duri per tutti, questo è noto, ma è proprio in questi periodi che bisogna seminare per il poi. Quando l’economia gira male bisogna cercare di “fare”(e i latini avevano ragione nella sintesi - a noi tutti nota -: “verba volant, scripta manent”). Molto probabilmente la ricchezza di questo proverbio è stata ben interpretata ed assimilata da due fervidi ragazzi, credo poco più che ventenni (non conosco personalmente) e di cui apprezzo l’impegno quotidiano nonchè la passione che stanno riversando in due progetti molto interessanti:
1. Valerio Oliveri e il suo creativo solfa-magazine;
2. Emmanuele Pilia e il suo blog in continuo fermento ed evoluzione;
Entrambi giovanissimi, ma nonostante ciò, maturi per iniziare a costruire un bel discorso progettuale ricco di contenuti e di prospettive, guarda caso entrambi “nella e con” la comunicazione!
Mi son sempre piaciute le persone che “rimboccandosi le maniche” giocano con il “fare” più che con “l’aspettare”. Continuate così!
- per effettuare il download del numero 1 del solfa-magazine clicca quì
- per leggere il blog di Emmanuele Pilia clicca quì
Tags: designer, Disegnare il design, editoria, Qualcosa da dire
July 28th, 2008 at
Beh che dire… grazie mille per le splendide parole, sono felice di trovare giornalmente qualcuno in rete che parla del progetto, sono felice perchè in fondo era, ed è, quello il suo unico scopo, far parlare di design senza guardare troppo lontano. Chissà che prima o poi anche i grandi blog non si accorgano di ciò e comincino a pubblicare anche prodotti “nostrani”! Certo, è vero, forse in Italia non si produce, ne a livello quantitativo che qualitativo, come all’estero, ma penso sia giusto far vedere quel poco di buono che esiste, e se per tanti anni, centinaia di designer sono stati aiutati dal loro essere “made in Italy”, specie nella ricerca di lavoro all’estero, beh forse ora è il momento di aiutare il “made in Italy”… chissà mai un giorno dovessimo aver di nuovo bisogno di lui…
*Solo una piccola nota… il mio cognome è Oliveri. Ma non c’è problema, ho anche la metà dei documenti sbagliati, forse sono io che dovrei cambiare cognome!
Grazie ancora per il post.
Valerio
July 28th, 2008 at
Bhè che dire… Posso arrossire?
A parte gli scherzi, ti ringrazio molto per la critica positiva che mi fai (e soprattutto per averci preso con il nome… Anche io ho i documenti sbagliati!). Diciamo che il mio primo obiettivo è quello di non apparire “di maniera”, dunque quello che scrivi su di me (su di noi) è ciò che più mi rende felice, e mi fa capire che mi sto muovendo bene. Grazie ancora, e per la conoscenza, non ti preoccupare: con EmErgEnzE (laboratorio permanente di arte/architettura effimera) presto ti faremo una proposta interessante per il territorio che ci accomuna…
A presto!
PS: Grazie ancora anche da parte mia!
July 29th, 2008 at
Ciao Nicola,
bel post! Dare spazio e visibilità ai giovani in gamba è molto importante e tu lo sai!
Non appena ritorno a Roma in concerto andiamo a bere un bicchiere di vino…
Diego
September 1st, 2008 at
Il web site è molto piacevole, ma sarebbe migliore anche in altre lingue. grazie