
Qualche ingrediente (come una vera ricetta):
- 1 edificio di carattere industriale risalente al XIX secolo
- valore storico attribuito q.b.
- 2 bravi progettisti (Herzog & De Meuron)
- demolizione impraticabile
Il risultato è un mix sicuramente carico di ironia, molto probabilmente uno dei più bei progetti di Madrid di questi ultimi anni: La Caixaforum (davanti al Paseo del Prado). Una lode alla Soprintendenza spagnola: in Italia tutto questo non sarebbe stato mai possibile. Partendo dall’antefacto che Jacques Herzog afferma che “conservare il più possibile un edificio originale ha senso solo se questo possiede qualità eccezionali o se la demolizione non è una strada praticabile”, i progettisti hanno messo da parte il concetto recupero per poter riprogettare e ridare nuova vita a questo edificio. L’ eliminazione dell’attacco a terra in modo da renderlo quasi sospeso e la sopraelevazione in corten sono state scelte progettuali decise e coraggiose, altrettanto quella di tamponare le bucature esistenti e l’apertura di due finestre enormi, rettangolari, sovrapposte al vecchio disegno di facciata. Contento, quasi come un bambino, nel vedere queste immagini e queste soluzioni progettuali (che quì ci vietano solo di pensarle), scrivo una veloce mail a Fabiana, architetto collaboratore dello studio, esperta e studiosa di Restauro Architettonico (non ditelo in giro ma è la più brava della scuola di restauro), per confrontarci sul manufatto come spesso facciamo a studio (anticipo che non era stata messa a corrente che H & d M avevano abbandonato l’idea del recupero del manufatto!). Inutile dire che l’email non aveva lo stesso tono di entusiasmo quanto la mia (ebbene si! anche all’interno dello studio na3 ci sono diverse scuole di pensiero
, ma tutto ciò è positivo perchè stimolante!): sarebbe stato quasi egoistico trattenere questa mail solo ed esclusivamente in maniera privata, anche perchè nella risposta di Fabiana ho avvertito una forte passione nell’esternare il suo pensiero (seppur divergente dal mio), passione che va letta e comunicata per indurci a riflessioni:
Da: f.cesarano(at)na3.it
Inviato: lunedì 25 febbraio 2008 15.19
A: Nicola Auciello
Oggetto: Re: Edificio Caixa Herzog & Meroun Ciao Nicola!!! Sono a casa, bloccata da una febbre improvvisa… ma scalpito per ricominciare a “vivere”…e in tal senso si pone il restauro….di cui però non vedo l’ombra in questo intervento di Herzog & De Meuron…un semplice “intervento sulle preesistenze” che lo fa balzare indietro di circa duecento anni nella storia del restauro..le sopraelevazioni, lontane non solo dalla logica costruttiva del manufatto preesistente ma addirittura prevaricatrici per volumetria ed impatto materico, prive del vibrato dell’architettura preesistente ritmata da pieni e vuoti - che continuano a leggersi anche nelle tamponature successive - non fanno altro che allontanarsi dall’oggetto, con cui si dovrebbero rapportare, ostruendolo, comprimendolo, soffocandolo sotto un peso che tra qualche anno - se non subito - potremmo chiamare superfetazione. La mia impressione è quella di uno strano tessuto patchwork che non fa nulla per nascondere la propria ignoranza non solo dei suddetti duecento anni di storia, o di un tale C.Brandi, per citarne un solo capitolo, che ha avuto tra i tanti pregi quello di illuminarci sul fatto che la lacuna sia percepita dall’occhio umano - secondo la forse più nota rispetto a Brandi teoria della Gestalt - come protagonista su un tessuto figurativo che retrocede a sfondo…è quello che accade in questo intervento, non solo nell’inserimento del nuovo, ma anche nel trattamento dell’antico..beh, almeno c’è coerenza!In quest’ottica, ahimè, non credo che sia un atteggiamento molto diverso da quello che accade fin troppo spesso in Italia… sicuramente non con la stessa perizia tecnica o di dettaglio di Herzog & de Meuron, a cui va tutta la mia stima come progettisti ed una invidia profonda per l’attenta e scrupolosa ricerca nei materiali… ma certamente con la stessa poca attenzione per quello che dovrebbe essere l’oggetto da “tramandare al futuro”. potrei scrivere ancora.. ma forse ti sto tediando..grazie comunque per la segnalazione, non conoscevo l’intervento, ed è sempre interessante e divertente poter ragionare sull’architettura,soprattutto in compagnia!! aggiungo solo una cosa, la difficoltà nel commentare un intervento di restauro è quello di dover conoscere molti particolari dell’ante e del post per poter comprendere a pieno le scelte del progettista, cosa che sovente è operazione impossibile… per cui il mio commento si pone come un semplice “parlare”… sperando di non averti annoiato troppo, ti saluto! Fabiana

Tags: progettazione, progetti, restauro
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on Tuesday, May 20th, 2008 at and is filed under Architettura, Luoghi & Città, Pensieri_tra_scritti.
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May 23rd, 2008 at
E’ un progetto sorprendente! Soprattutto l’interno (che poco ha a che vedere con l’esterno, ma questa volta è quasi un pregio, una sopresa!)
May 24th, 2008 at
Verissimo! Invece di ricercare l’unità e la coerenza di segno , questo progetto tende a rendere “unici” e identificabili i singoli ambienti, di volta in volta applicando materiali e finiture diversi. Consiglio di visitare il sito web della Caixa Forum e il video!
May 25th, 2008 at
anche in italia occorrerebbe un ringiovanimento e svecchiamentoo delle attuali Soprintendenze…troppo legate alla conservazione e poco al progetto contemporaneo: cosa rimarrà di noi ai posteri?
May 25th, 2008 at
Ottimo auspicio >>>>>> grande utopia (al momento…)!
May 28th, 2008 at
Ehi, grazie per i link! sono illuminanti!
May 28th, 2008 at
Il video da un’idea sicuramente più completa del manufatto (sia cronologica che architettonica).
A presto!