Pensieri paralleli

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“La musica in testa”: in due giorni di semipausa lavorativa inizio e termino questo libro acquistato per pura curiosità. E’ da vari anni che ne ascolto la musica e l’apprezzo! Seguo  Giovanni Allevi da prima che diventasse una classic-jazz star, di conseguenza conoscevo molti episodi trascritti in questo libro perché più volte da lui raccontati, quindi nulla di nuovo per alcuni versi.

Per altri, invece, la conferma di un pensare a me parallelo. Mi soffermo sulle ultime tre quattro pagine che mi lasciano riflettere su una recente conferenza romana; riassumendo il concetto che esponevo verteva sulla “forza delle idee” e sulla “passione” trasposta nel nostro lavoro, unico motore, in questo momento di difficoltà economico-politico, per poter rivoluzionare un meccanismo stantìo da tempo: è proprio quando l’Artista lavora in difficoltà ed in ristrettezza che dà il meglio di sé – L’Architetto, l’Artista, non tema le strettezze dei mezzi. L’architettura vien tanto più bella quanto più si limitano i mezzi dell’Architetto e tanto meno lo si lascia libero di fare. Allora egli opera per disperazione e fa miracoli. Alle difficoltà materiali supplisce con la facoltà spirituale. Il faut découragerles arts. (questa è la “nascita povera” delle arti, ma po tutto è misteriosamente ricchissimo)”. Gio Ponti  -  Non temere quindi la povertà economica di un paese perchè può essere la partenza/causa per un nuovo rinascimento stimolandoci ad inventare, a sognare e a lavorare con poco per realizzare meraviglie: con la forza dell’intelletto appunto. E’ questa la vera sfida!  Ritrovo oggi nella conclusione del libro di Giovanni questo concetto. Capitolo “L’era dell’emozione”, pagina 213: 

“Un Nuovo Rinascimento è alle porte. Proprio in un’epoca buia, fatta di meccanismi inceppati, di sistemi saturi e non più sicuri, siamo costretti a tornare alla sorgente del nostro agire: la spinta ideale il sogno, la visione, per prendere di nuovo in mano le redini del nostro destino, metterci in gioco e vedere il disegno realizzarsi, qualunque esso sia, poco per volta. L’esistenza si trasforma in un’avventura e ciò che si costruisce cresce, anche se di un solo millimetro all’anno. Tornano a far parte di noi l’entusiasmo, l’ebbrezza della sfida  agli impedimenti reali, la relatività della ricchezza materiale e la scoperta del genio un concetto che sembrava relegato ad un passato remoto. La scoperta anche di una cospirazione divina, che finisce per premiare chi più crede nelle proprie idee, attraverso l’inaspettato aiuto di energie e forze esterne”.


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3 Responses to “Pensieri paralleli”

  1. Peja Says:

    un pò troppo ottimista, soprattutto dopo il risultato di oggi…

  2. Nicola Auciello Says:

    Emmanuele, sei giovanissimo e non puoi abbatterti per dei numeri e risultati. Hai (abbiamo) la forza delle idee dalla nostra parte. Lottare per far si che vadano in porto è un obbiettivo da raggiungere, qualsiasi politico sia dall’altra parte (altrimenti tocca fare le valige e partire…!). Nel passato il successo di un politico su un altro avveniva attraverso l’Architettura (si quella con la “A” maiuscola) che per celebrarne il trionfo gli era consecutiva: oggi fortunatamente l’Architettura è il risultato di una politica sociale, l’Architettura dovrebbe essere realizzata a priori perchè costituisce e costruisce nonchè anticipa il futuro. Giovani come te insieme a tutti noi devono comunicare questo enorme valore, diffonderlo ma soprattutto crederci. So che ci darai una mano…: ricorda il “Rinascimento” è alle porte se anche noi lo vogliamo. Cominciamo a fare il primo passo!

  3. Peja Says:

    Spero di potermi dar torto allora!

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