Architetti all’inferno è il titolo dell’articolo comparso a pagina 96 de’ L’ESPRESSO di questa settimana (nel box di copertina “Perchè gli architetti italiani sono da bocciare” secondo Massimiliano Fuksas): “L’architettura è eros, desiderio, voglia di vivere, scommessa sul futuro. Ma è troppo importante per lasciarla ai soli architetti. Per costruire città vivibili ed edifici non banali c’è bisogno di una classe dirigente coraggiosa, capace di mettersi in gioco e di rischiare. C’è bisogno non solo di architetti ma prima di tutto di committenti. E siccome tutto questo manca, tra cent’anni non avremo in Italia nessun segno dell’epoca degno di questo nome, niente che assomigli, nel bene e nel male, alla piramide del louvre, alla cupola di vetro del nuovo Reichstag, allo skyline rivoluzionario di Londra contemporanea. Siamo fermi ad un linguaggio architettonico ottocentesco, mentre i sindaci delle nostre città si limitano a lucidar le vecchie pietre dei centri storici. L’unica novità? E’ Scampia, mostruosa periferia, simbolo di questa architettura italiana d’oggi.Eppure le nostre città sono delle scenografie meravigliose, basterebbe poco per trasformarle in luoghi di gioia e di bellezza”.Prosegue: “Se un marziano mi chiedesse di portarlo a vedere l’Italia di oggi lo porterei tra gli abusi di Selinunte….L’opera non banale nasce dal rischio comune di progettista e committente”.
Fin’ora ci sembra tutto alquanto scontato (se ricordate abbiamo affrontato il tema, a nostro modo, nel post del 18.03.2006 con titolo “La forza delle idee, ma non solo“). Conosciamo le problematiche dell’architettura, perchè proviamo a realizzarla e combattiamo quotidianamente per farlo! Condivido le difficoltà che Fuksas racconta, la poca chiarezza nei concorsi di progettazione e soprattutto la “non realizzazione” del post-vittoria. Condivido anche la mediocrità che attribuisce ad alcune architetture ed architetti (vedi Paolo Portoghesi). Non condivido affatto il titolo del box di copertina: “Perchè gli architetti italiani sono da bocciare”, poteva semplicemente essere ribaltato in “Perchè gli architetti italiani bocciano il sistema Italia”, e questo Fuksas lo sa bene, essendo stato tra i primi ad andare oltre frontiera per trovare la propria strada!

Tags: Qualcosa da dire
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on Tuesday, August 29th, 2006 at and is filed under Architettura.
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